Cerimonia presentazione candidato italiano

Cerimonia per la presentazione del progetto: “La rinascita dell’Alto Belice Corleonese dal recupero delle terre confiscate alla mafia”, scelto dall’Italia quale candidatura alla terza edizione (2012-2013) del Premio del Paesaggio del Consiglio d’Europa e per la consegna delle menzioni speciali e riconoscimenti per progetti di particolare interesse per la qualità delle azioni intraprese

Roma, 12 luglio  2013 ore 10.00
Sala convegni ‘S.Marta del Collegio Romano’
Piazza del Collegio Romano 5

Il prossimo 12 luglio si svolgerà presso la sala convegni ‘Santa Marta del Collegio Romano’ (piazza del Collegio Romano 5, Roma) la Cerimonia per la presentazione del progetto ‘La rinascita dell’alto Belice Corleonese dal recupero delle terre confiscate alla mafia’, individuato dal Ministero per i beni e le attività culturali quale candidatura dell’Italia alla 3° edizione (2012-2013) del Premio del Paesaggio del Consiglio d’Europa.
La manifestazione, organizzata dal Ministero per i beni e le attività culturali con la partecipazione del Consiglio d’Europa, è finalizzata alla pubblicizzazione dei risultati della selezione italiana per l’individuazione della candidatura del nostro Paese tra 77 proposte pervenute, tutte attestanti azioni positive attuate dalle popolazioni locali in un’ottica di sviluppo sostenibile.La candidatura italiana, dopo un’attenta istruttoria e valutazione di tutti i progetti pervenuti rispondenti ai requisiti previsti dal Regolamento del Premio, è stata selezionata da un’apposita Commissione, istituita dalla Direzione Generale per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanee (PaBAAC), costituita da dirigenti del MIBAC e da professori universitari esperti nel campo del paesaggio e dell’architettura contemporanea.
Al progetto, realizzato dalla Cooperativa Placido Rizzotto e presentato da “LIBERA. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”, è stata riconosciuta una valenza del tutto particolare: la capacità di coniugare cultura del paesaggio e democrazia nei termini delineati dalla Convenzione Europea del Paesaggio e quindi dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo, richiamati anche nella raccomandazione n.292 (2010) del Congresso delle Autorità Locali e Regionali del Consiglio d’Europa.
Saranno inoltre consegnati riconoscimenti al progetto candidato al premio europeo ed agli altri  9 progetti selezionati per la scelta finale della candidatura e 13 menzioni speciali per la qualità dell’intervento a progetti che si sono particolarmente distinti nelle attività di riqualificazione e valorizzazione del paesaggio nella sua accezione più ampia. 
Sarà anche l’occasione per porre all’attenzione quegli interventi che corrispondono in più casi a riconoscimenti già conseguiti nelle precedenti edizione del Premio, o che comunque sono stati particolarmente apprezzati dalla Commissione, per qualità e per il buon andamento progressivo delle iniziative, nella continuità di politiche sostenibili di gestione.
Riferimenti e contatti
Direzione Generale per il Paesaggio, le Belle Arti, l’Architettura e l’Arte Contemporanee

Servizio Tutela e Qualità del Paesaggio
Direttore del Servizio : arch. Roberto Banchini (Segreteria  06 6723 4463)
Referente responsabile del progetto : arch. Maria Maddalena Alessandro – 06 6723 4452

Servizio Architettura e Arte Contemporanee
Direttore del Servizio : arch. Maria Grazia Bellisario (Segreteria  06 6723 4815)
Referente responsabile del progetto : arch. Maurizio Pece – 06 6723 4483

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Comunicazione risultati terza edizione

Premio del Paesaggio del Consiglio d’Europa 2012-2013

La Commissione incaricata di valutare le proposte di candidatura per la partecipazione italiana al Premio del paesaggio del Consiglio d’Europa, sulla scorta di un’attenta attività istruttoria condotta congiuntamente dal Servizio ‘Tutela e Qualità del Paesaggio’ e dal Servizio ’Architettura e Arte Contemporanee’ della Direzione generale per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanee, ha selezionato i seguenti dieci interventi, rispondenti pienamente ai requisiti formali ed ai quattro criteri stabiliti dal Consiglio d’Europa, tra i quali è stata prescelta la candidatura italiana, individuata nel progetto “La rinascita dell’Alto Belice Corleonese dal recupero delle terre confiscate alla mafia” presentato da Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie

Il progetto è stato considerato particolarmente meritorio, sia per l’ eccellenza del metodo su cui si fonda, riproponibile in altri contesti a rischio di abbandono e/o degradati, sia perché pienamente conforme ai principi enunciati dalla Convenzione Europea del Paesaggio e rispondente ai criteri indicati dal Consiglio d’Europa e riportati nel Regolamento del Premio, di sostenibilità, esemplarità, partecipazione e sensibilizzazione
La valorizzazione del paesaggio, con il recupero e restauro dei manufatti rurali, il ripristino di antiche colture, di tradizioni e sapienze locali, costituisce il felice esito di un modello di attività che Libera sperimenta e propone come sostenibile, riproducibile, fondato sulla partecipazione attiva e sulla sensibilizzazione collettiva per la lotta alle mafie e alla corruzione.
Le pratiche di gestione attuate nel Corleonese propongono strategie di sviluppo sostenibile efficacemente applicate anche dalle altre cooperative confederate con ‘Libera’ che operano in Puglia, in Sicilia e in Calabria, i cui progetti sono attuati con il coinvolgimento delle istituzioni pubbliche e delle realtà locali, e con la creazione di campi di volontariato organizzati da giovani, connessi ad una rete di divulgazione e scambio di esperienze. Le attività intraprese dalle cooperative sono tutte basate su criteri democratici che investono aspetti etici, economici e culturali per nuovi modelli di qualità della vita: finalità, questa, promossa dalla Convenzione Europea del Paesaggio.

Più specificamente, il progetto è stato considerato rispondente ai 4 criteri del regolamento del Consiglio d’Europa per le seguenti motivazioni espresse dalla Commissione:

Per la sostenibilità:
- la valutazione scientifica e tecnica delle potenzialità ecosistemiche e produttive dell’area che viene assegnata (per lo più dai tribunali a seguito di sequestro di proprietà mafiosa). Si tratta di tenute per lo più condotte storicamente a latifondo e spesso in stato di semiabbandono. Nella valutazione tecnica si considerano le migliori attitudini produttive dei luoghi caso per caso, che vengono messe a frutto in ogni caso applicando tecniche agricole rigorosamente biologiche ed un controllo attento per la conservazione delle risorse primarie (ad esempio con attenzione ai consumi idrici, all’uso di energie rinnovabili etc.);
- il recupero sistematico delle preesistenze insediative, mantenendo i caratteri storici degli edifici e dei loro contesti e funzionalizzando i volumi sia in termini abitativi che turistici, oltre che per le necessarie attrezzature rurali, minimizzando i nuovi interventi (il recupero è significativo in particolare nel caso di Corleone);
- la promozione di attività ricettive secondo i principi del ‘turismo responsabile’, riscoprendo e valorizzando i fattori storici, culturali e ambientali diffusi, di cui sono ricchi i territori rurali;
- la sostenibilità economica, posta come obiettivo di medio termine alla base dell’impresa cooperativa che viene fondata per ciascun caso (a Corleone 10 partecipanti attivi). L’impresa viene sostenuta nei primi anni (anche per le azioni socioassistenziali che svolge), ma nella fase successiva deve poter contare sulle proprie produzioni e sui servizi che svolge, in ogni caso appoggiandosi ad una rete di mercato, cooperazione e buone pratiche che l’associazione Libera garantisce ormai a livello internazionale.
Per l’esemplarità:
- le pratiche di gestione attuate nel Corleonese si configurano come prototipo, esperienza pilota, per le attività svolte dalle altre cooperative confederate con ‘Libera’ in Sicilia, in Puglia e Calabria dove le modalità della prima esperienza sono state riproposte, sempre tenendo in considerazione le peculiarità naturali e culturali di ciascun sito;
- il processo di riproduzione delle esperienze cooperative, iniziato nel “recinto” speciale dei terreni assegnati dai tribunali, è tale da contaminare le aziende private. Ciò è avvenuto in molte situazioni (soprattutto meridionali) in cui aziende rurali stanno riunendosi in consorzi, adottando i criteri di sostenibilità e di attenzione alle risorse specifiche dei luoghi sostenuti da Libera, e con ciò perseguendo l’obiettivo di costituire un presidio sia di qualità produttiva che di valorizzazione del territorio. Un esempio di questo processo è il Consorzio di aziende di Torre Canne, il cui progetto è stato classificato nella rosa dei dieci candidati al Premio, consociato con Libera Terra.
Per la partecipazione pubblica
- l’opportunità dell’assegnazione delle tenute confiscate viene proposta pubblicamente come avvio di una pratica di vera e propria eco-nomia ossia di un’amministrazione positiva dei luoghi rispettando il loro ‘genius loci’ con l’obiettivo di creare nuovi modelli di gestione capaci di garantire la qualità della vita delle comunità locali;
- i criteri democratici posti alla base della cooperativa di lavoro sono essi stessi motore di partecipazione, come dimostrano i campi di volontariato organizzati dai giovani partecipanti, e i numerosi eventi svolti con grande riscontro in varie sedi italiane per divulgare i principi della legalità e della democrazia, proponendosi come concreto esempio di sviluppo economico eco-sostenibile, riproducibile con gli stessi criteri in altri contesti.

Per la sensibilizzazione
- le esperienze di lavoro e d’impresa promosse da Libera costituiscono la base di divulgazione di buone pratiche sia per il metodo politico-operativo sia è stato seguito che per gli aspetti tecnici, riferiti alle modalità di recupero delle antiche pratiche, alla sostenibilità delle tecniche di coltivazione e dell’uso delle risorse, all’uso di energie alternative e al recupero dei fabbricati;
- la divulgazione delle esperienze condotte e sperimentate con esiti positivi si sviluppa anche con attività di formazione diretta, attivate sia nel Corleonese sia in numerosi altri centri della rete di Libera.

Gli altri nove interventi, selezionati dalla Commissione per la qualità della proposta progettuale e rispondenti ai criteri enunciati dal regolamento di partecipazione al Premio Europeo, sono:

1. prog. n. 32 – Associazione Nazionale Città del Vino – Senarum Vinea. Le vigne storiche di Siena in quanto l’intervento è teso alla valorizzazione di presenze storico-culturali con valenza identitaria ed in quanto esempio di scelte di sviluppo economico basato sulla valorizzazione, sensibilizzazione, pubblicizzazione di un patrimonio culturale che caratterizza importanti aree inserite nel centro storico della città di Siena;
2. prog. n. 36 – Città di San Mauro Torinese – Riqualificazione spondale del fiume Po nell’abitato di San Mauro Torinese, attraverso la realizzazione dei percorsi ciclabili, la sistemazione di Piazzale Europa, di via Martiri della Libertà e del Parco “L’Eliana”, il collegamento del Parco del Po con il Parco della Collina, il riordino dell’area mercantile, la sistemazione e l’arredo del ponte Vittorio Emanuele II, in quanto l’intervento è teso al recupero ed alla valorizzazione ambientale e paesaggistica di un interessante sistema naturalistico armoniosamente integrato con un sistema di presenze storico-culturali, creando spazi aperti e di svago per la qualità della vita delle comunità locali;
3. prog. n. 55 – IPA- Patto territoriale area berica – Carta del paesaggio agrario in quanto l’intervento riesce a mettere in rete 24 comuni in provincia di Vicenza per iniziative di valorizzazione del patrimonio culturale e per un turismo eco-sostenibile, anche attraverso la pubblicizzazione via web delle iniziative, tra le quali una ‘Carta del paesaggio’.
4. prog. n. 57 – Comune di Vervò – Percorsi d’Anaunia in quanto l’intervento propone la valorizzazione di un paesaggio di notevole interesse culturale, ambientale e paesaggistico, anche grazie alla realizzazione di un percorso che prevede al suo interno aree di sosta e di belvedere con installazioni di arte contemporanea funzionali alla godibilità dei luoghi.
5. prog. n. 73 – Roma Capitale Municipio IX – Parco pubblico Torre del Fiscale. Sette Acquedotti per un paesaggio contemporaneo della periferia e n. 22. Roma Municipio VII – Paesaggi in Rete e Partecipazione nel Municipio VII di Roma, in quanto si tratta di interventi progettati attraverso un’operazione di coinvolgimento delle popolazioni locali, e che costituiscono ‘progetti condivisi’ per la valorizzazione del rapporto tra natura e presenze storico-archeologiche, in attuazione di un piano generale del Comune di Roma per la riqualificazione degli ambiti periurbani con il recupero di aree abbandonate o degradate dal punto di vista ambientale e paesaggistica.
6. prog. n. 92 – Regione Emilia-Romagna – Promozione della qualità architettonica e paesaggistica del territorio, programma relativo all’ eliminazione delle opere incongrue nel paesaggio (L.R. 16/2002 – ART.10) in quanto l’intervento, attraverso il coinvolgimento degli abitanti, definisce non solo i criteri per l’individuazione di opere incongrue nel paesaggio costruito e non, ma individua edifici o infrastrutture che hanno violato l’identità storica, culturale e paesaggistica e, pertanto da demolire. L’attuazione del progetto ha visto l’eliminazione di 3 manufatti con la valorizzazione delle aree, una in quanto area archeologica e l’altra con opere contemporanee.
7. prog. n. 101 – Parco Naturale Regionale delle Dune Costiere da Torre Canne a Torre San Leonardo – Gli oliveti millenari del Parco Regionale delle Dune Costiere; in quanto l’intervento consiste nell’applicazione di strategie condivise con le comunità locali applicando i principi di legalità e democrazia per la restituzione dei valori paesaggistici, ambientali e culturali (materiali e immateriali) di paesaggi rurali a rischio di abbandono e degrado. Il progetto propone altresì un modello economico di sviluppo eco-sostenibile.
8. prog. n. 150 – Comune di Venezia – Parco Urbano dell’Isola della Certosa – Venezia; in quanto l’intervento consiste nella riqualificazione, rifunzionalizzazione strategica e sviluppo sostenibile di aree lagunari sottoutilizzate, nonché come laboratorio ambientale in cui convivono le più radicate potenzialità della città di Venezia e della sua laguna, quale ripristino e creazione volta alla salvaguardia paesaggistica, gestione e pianificazione sostenibile con valore di modello per altri contesti ambientali.
9. prog. n.152 – Comune di Reggio Emilia – La Cintura Verde di Reggio Emilia; in quanto l’intervento consiste nel diffondere e ricostruire la qualità del paesaggio all’interno del territorio comunale, in particolare negli ambiti periurbani che costituiscono le aree di margine nelle quali sono presenti le principali criticità paesaggistiche. La cintura verde è costituita da parchi fluviali e da cunei verdi, territori prevalentemente rurali che collegano i parchi e si inseriscono nel tessuto urbano.

La Commissione ha evidenziato come siano stati valutati positivamente gli interventi:
Opera Bosco Museo di Arte nella Natura nel comune di Calcata nel Lazio e Arte Pollino- un altro Sud in Basilicata, per il loro rapporto tra arte contemporanea e paesaggio naturale ed il Progetto speciale territoriale della fascia costiera “Via Verde della Costa dei Trabocchi”, per la difesa e riqualificazione del tratto costiero abruzzese.
Di tali interventi si riconosce e si apprezza il buon andamento delle iniziative, valutate molto positivamente, corrispondendo le stesse al riconoscimento speciale già conseguito nella precedente edizione del Premio.

Per le positive pratiche di gestione in corso sono stati, inoltre, ritenuti meritevoli di attenzione i progetti :
1. n. 20. Comune di Milano-Contratto di Quartiere II “Muovere Ponte Lambro” e demolizione dell’ex Albergo Monluè previsto per i Mondiali di Calcio Italia 1990;
2. n. 25. Comune di Siracusa-Giardino di Artemide
3. n. 41. Distretto neorurale delle Tre Acque e Provincia di Milano-Librarsi. Valorizzazione e messa in rete di un territorio rurale di pregio;
4. n. 43. LIPU-EnteGestore – Saline Priolo, un’oasi fra le ciminiere-“Liberi dall’oleodotto”;
5. n. 56. Provincia Autonoma di Trento-Fondo per la riqualificazione degli insediamenti storici e del paesaggio: Otto progetti di paesaggio in Trentino;
6. n. 60. Provincia di Gorizia-Collio, un paesaggio da bere-Slow Collio;
7. n. 79. Comuni riuniti di San Leo, Montescudo,Verucchio, Coriano, Regione Emilia Romagna, Associazione San Marino-Italia – Limes Reipublicae. Progetto di Recupero e Valorizzazione del paesaggio di Frontiera con la Repubblica di San Marino;
8. n. 154. MaXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo – Whatami-paesaggio temporaneo – YAP MAXXI 2011
9. n. 160. Comune di Calosso – Calosso-Progetto intercomunale Paludo.

La Commissione ha infine deliberato l’assegnazione di menzioni speciali per la terza edizione del Premio del Paesaggio del Consiglio d’Europa per le proposte di seguito elencate:

1. Società Geografica Italiana Onlus, che ha concorso al Premio con ben 5 diverse proposte (n.23 I Paesaggi Italiani. Fra nostalgia e trasformazione; n. 102. Paesaggio Culturale, Economia e Cooperazione nello Spazio Euro-Mediterraneo; n.118. Ecosistema, paesaggio e territorio; tre prospettive complementari nel rapporto uomo-ambiente; n. 147. LUCC. Paesaggio e Mediterraneo; n. 155. Giardini Parchi Paesaggi Mediterranei), tutte coerenti con la filosofia e lo spirito della Convenzione, e per aver dato un forte contributo scientifico e di conoscenza nello studio del territorio orientando la ricerca scientifica del settore verso nuove metologie di rappresentazione dei caratteri storico-culturali che connotano il territorio, offrendo strumenti di notevole interesse perla pianificazione paesaggistica anche per quanto riguarda l’individuazione degli obiettivi di qualità, sulla base dello studio delle evoluzioni socio-culturali delle popolazioni locali.
2. n.8. ERCI team Onlus (Esperienze Ricerche di Cooperazione Internazionale) – La Via dei Marsi: La Spina Verde Marsicana(Itinerario ambientale, storico, culturale, religioso e turistico), in quanto l’intervento assume il concetto di museo nel suo più ampio significato: Il fine dell’intervento ricade nell’ambito della valorizzazione di risorse d’interesse turistico, promuovendo un accessibilità ed un avvicinamento ai luoghi d’interesse culturale ed ambientale con percorsi alternativi. Attraverso la viabilità storica, viene pianificato uno sviluppo ecocompatibile basato sulle risorse ambientali e culturali, proponendo, quindi, al visitatore una diversa chiave di lettura del paesaggio
3. n. 30. Comune di Pratico-Parco erbe danzanti per le buone pratiche poste in essere nel recupero di un’area periurbana degradata lasciando la memoria delle antiche funzioni con elementi industriali che si integrano con opere d’arte contemporanee, in un assetto di verde articolato secondo un interessante progetto che valorizza la biodiversità e il ripristino di essenze tipiche dei luoghi;
4. n. 47. Provincia Autonoma di Bolzano – Parco fluviale Aurino San Giorgio in quanto l’intervento, progettato e realizzato con un ampio coinvolgimento delle popolazioni locali, si connota come l’applicazione di buone pratiche per la tutela paesaggistica dei luoghi ha portato a creare una relazione positiva tra gli abitanti stessi e il contesto fluviale fortemente caratterizzato dal punto di vista naturalistico;
5. n. 77. Provincia Autonoma di Trento – Parco Archeo-Metallurgico Acquafredda in quanto l’intervento tende a recuperare una antica identità economico-produttiva degli abitanti, valorizzandone le memorie di carattere archeologico, frutto di ritrovamenti fortuiti durante l’esecuzione di un’opera pubblica, con un segno di forte connotazione semantica in un paesaggio di particolare bellezza naturalistica;
6. n.80 Co.Mo.Do.-che ha presentato l’iniziativa ‘ Le Ferrovie delle Meraviglie’) per aver da più di un decennio operato per il recupero e la valorizzazione di tracciati ferroviari dismessi. Si tratta di tratte antiche che testimoniano la politica dell’Italia post unitaria per collegare comunità locali diverse per lingue e culture, con manufatti finalizzati al funzionamento del servizio e alla manutenzione del percorso ferroviario. L’attività di Co.Mo.Do. ha trovato un forte riscontro in ambiti istituzionali etra le popolazioni locali, nonché tra ambientalisti, amanti della natura e della storia dell’arte in quanto il sedime storico della rete dismessa permette di raggiungere siti difficilmente accessibili con mezzi pubblici o privati. Viene promosso, inoltre, il turismo lento ed ecosostenibile.
7. n. 103. Hera Spa (SOT) Forlì-Cesena, Comune di Cesena – Progetto di riqualificazione del Borgo Minerario di Formignano, in quanto frutto di una attività decennale dell’associazione culturale di Ricerca e studio della Romagna Mineraria che si colloca in un contesto di ampia spinta popolare verso il tema progettuale e di capacità del volontariato di preservare la storia e trasformarla in cultura. “Il campo di applicazione” è quello riferito alla riqualificazione del paesaggio, con l’intento di creare un processo virtuoso volto alla sua valorizzazione;
8. n. 104. Comune di Vicovaro – Intervento di valorizzazione, recupero e arredo delle aree a verde da Porta Capo verso le mura Poligonali, in quanto il progetto prende in considerazioni aree di margine dell’edificato ponendo una barriera all’espansione edilizia attraverso la creazione di un collegamento verso il centro storico con un interessante proposta progettuale;
9. n. 122 Roma Municipio XV – Programma di sviluppo locale Corviale in quanto propone una strategia articolata il cui obiettivo primario è quello di pervenire ad un progetto di recupero socio-culturale, architettonico ed urbanistico di un’ampia porzione della periferia s-w della città di Roma attraverso un percorso condiviso con le popolazioni locali e le realtà associative che operano da anni nei luoghi con soddisfacenti risultati in un contesto sociale difficile. Il progetto propone come strumento di riqualificazione sociale la valorizzazione del patrimonio culturale che caratterizza i luoghi ed in particolare i valori del paesaggio anche attaverso la diffusione dell’arte contemporanea e dell’architettura contemporanea ;
10. n. 127 Regione Siciliana-Assessorato dei Beni Culturali e I.S. – Piano gestione UNESCO delle Isole Eolie Si tratta di un piano che trova le sue origini nell’esigenza di tutelare un contesto paesaggistico di particolare pregio naturalistico capace di caratterizzare un paesaggio di elevato valore estetico ancora in buona parte non antropizzato, con importanti presenze di carattere archeologico. Il piano è frutto di una attenta ricognizione delle valenze culturali, paesaggistiche ed identitarie dei luoghi indicando azioni e misure per il recupero di alcune aree compromesse e la valorizzazione del patrimonio culturale attraverso forme di turismo eticamente ecosostenibile. Il piano ha visto una condivisione delle popolazioni locali ad esclusione del comune di Lipari che resiste a mettere in pratica le prescrizioni riguardanti la bonifica di un’area destinata a discarica e il recupero delle cave dismesse. Il piano si è rivelato quale efficace barriera per la realizzazione di un mega porto e per forme di speculazione edilizia nelle isole, costituendo un’efficace base per il piano di gestione richiesto dall’UNESCO. Il piano si propone di dimostrare come “collegare il piano di gestione alla pianificazione del territorio e di come una corretta organizzazione della gestione possa fornire un contributo originale allo sviluppo del sistema economico locale, in particolare, alla crescita del turismo culturale” (Linee Guida del MIBAC per un piano di gestione UNESCO – Paestum 2004). La menzione in questo caso è stata considerata in primo luogo una forma di riconoscimento dei valori che esso promuove e di incoraggiamento per una gestione corretta del territorio e del suo paesaggio.
11. n. 136 Associazione “Progetto Terraviva Onlus” – La Svizzera Pesciatina e l’industria cartaria in quanto il progetto realizzato presenta obiettivi in sintonia non laCEP per la sua capacità di riconvertire ambienti in abbandono per il recupero di una identità socio economica che ha fortemente connotato lo sviluppo di una comunità urbana. Il progetto infatti propone la rievocazione dell’attività cartaria attraverso la musealizzazione della fabbrica in cui viene documentata la modalità di produzione e la vita della comunità che da tale produzione trovava sostentamento economica. L’assettoprogettuale tiene conto dei valori naturali e paesaggistiche che connotano storicamente il territorio;
12. n. 139 Comune di Dalmine – Patto Tenaris Dalmine 2030 in quanto il progetto affronta un tema di grande attualità che riguarda il rapporto tra la città e le sue aree industriali individuando assi cognitivi e strategie urbane per mettere in relazione elevando la qualità della vita, rafforzando il valore identitario dei luoghi. Il progetto è frutto di un processo di condivisione con le popolazioni locali.

La Commissione, inoltre, ha espresso un particolare apprezzamento per l’attività svolta dalla Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio della Basilicata per il progetto:
13. n. 130 Ripristino dell’antico Lago Pesole, si tratta di un progetto che sulle basi di un attento e preciso studio delle valenze storico-culturali dei luoghi individua quale primo intervento di ripristino del Lago Pesole, l’antico lago pleistocenico impropriamente prosciugato negli anni 1923-25. Il lago, con la sua particolare vegetazione arborea ripariale, caratterizzava fortemente il paesaggio del Piano del Colle. Il ripristino dell’antica connotazione lacustre si prevede possa portare un indotto positivo in termini di eco-turismo.

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Candidatura italiana al Premio del Paesaggio del Consiglio d’Europa

L’Italia partecipa alla terza edizione del Premio Europeo del Paesaggio del Consiglio d’Europa, proponendo il progetto “La rinascita dell’alto Belice Corleonese dal recupero delle terre confiscate alla mafia” presentato da Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie.
La candidatura è stata individuata attraverso una selezione attuata dalla Direzione Generale per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanee del Ministero per i beni e le attività culturali – coadiuvata da una Commissione di esperti – tra 77 proposte, pervenute nell’ambito di una procedura concorsuale attivata dalla stessa Direzione.
Il progetto prescelto è stata considerato all’unanimità particolarmente meritorio per l’eccellenza del metodo su cui si fonda, conforme ai principi enunciati dalla Convenzione Europea del Paesaggio e rispondente ai criteri indicati dal Consiglio d’Europa (riportati nel Regolamento del Premio): sostenibilità, esemplarità, partecipazione, sensibilizzazione

Per la sostenibilità: con il recupero e il restauro dei manufatti rurali, il ripristino di antiche colture, la ripresa consapevole di tradizioni e sapienze locali si assicura il mantenimento dei caratteri degli insediamenti storici  e dei loro contesti ambientali; per l’esemplarità: le pratiche di gestione attuate nel corleonese fungono da prototipo, quali esperienze pilota, per le attività svolte da altre cooperative confederate con Libera, in Puglia, Sicilia, Calabria. Per gli aspetti della partecipazione: i criteri democratici posti alla base della cooperativa di lavoro sono essi stessi motore di partecipazione, come dimostrano il coinvolgimento delle istituzioni pubbliche e delle realtà locali, i campi di volontariato organizzati dai giovani, l’attivazione di una rete di divulgazione e scambio di esperienze.  Per la sensibilizzazione: le esperienze di lavoro e d’impresa promosse da Libera, sono la base di divulgazione di buone pratiche.

La valorizzazione del paesaggio è dunque l’esito di un modello di attività che Libera sperimenta e propone come sostenibile, riproducibile, fondato sulla partecipazione attiva e sulla sensibilizzazione collettiva per la lotta alla criminalità organizzata e alla corruzione: azioni tutte basate su criteri democratici che investono aspetti etici, economici e culturali per una nuova qualità della vita, in un’ottica pienamente in linea con la Convenzione Europea del Paesaggio.

L’intervento – selezionato a seguito di un’attenta attività istruttoria condotta congiuntamente dagli uffici per la Tutela e Qualità del Paesaggio e per l’Architettura e l’Arte Contemporanee della Direzione PaBAAC – riguarda così un’azione emblematica per la specifica localizzazione, ma del tutto riproponibile per il processo gestionale e gli esiti percepibili di valorizzazione del paesaggio.

Si tratta, dunque, di un esempio di equilibrio virtuoso tra incentivazione allo sviluppo economico, equità sociale, partecipazione pubblica e rispetto per l’ambiente.

Contatti stampa
Direzione Generale PaBAAC
alessandra.pivetti@beniculturali.it
tf +39 3666482897
gaia.gallotta@beniculturali.it
tf.+39 3403087880
Associazione LIBERA
ufficiostampa@libera.it
Tel. 06/69770328

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